La Repubblica Partigiana di Torriglia

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Fu un modello democratico e corale capace di anticipare la futura costruzione di nuove istituzioni libere con sindaci e giunte in sostituzione dei podestà e della guardia nazionale di Salò, per amministrare comitati di partecipazione popolare sulle esigenze delle comunità e scuole svincolate dalle imposizioni dottrinarie fasciste.

Questa ‘Repubblica’ fu strategica anche dal punto di vista militare perché le forze partigiane controllavano la statale 45 e la provinciale Bobbio-Chiavari oltre a molte strade locali, impedendo così al nemico l’accesso alla valle del Po che i nazifascisti avevano ormai previsto come linea di ripiegamento.
Un’istituzione che riuscì a resistere sino alla fine del novembre 1944 in Val Trebbia, dove le porte di ogni casa e di ogni cascina restarono comunque sempre aperte, sino al 25 aprile 1945, per i partigiani quel sostegno e solidarietà furono vitali per dar forza alla lotta di Liberazione. Nella Repubblica partigiana di Torriglia si insediarono giunte e comitati popolari per amministrare e rispondere alle esigenze della popolazione.
L’esperienza si interruppe con la riconquista nazifascista di Bobbio il 28 novembre 1944.

L’offensiva nella sesta Zona operativa partigiana liberò, alla fine di giugno 1944, la valle del Trebbia da Torriglia alle aree piacentine oltre Bobbio (espugnato, perduto e di nuovo riconquistato), costringendo i nazifascisti a ripiegare verso la costa.

Il 26 giugno nacque così la ‘Repubblica di Torriglia’ che si consolidò a luglio, completando la liberazione della zona fra il Trebbia e l’Aveto, dal Passo della Scoffera a Bobbio con Torriglia al centro, dove venne insediata dal Comando partigiano una giunta comunale.

I primi provvedimenti riguardarono i problemi di approvvigionamento alimentare perché il cibo scarseggiava, sia per l’arrivo degli sfollati dalla città che aveva portato molte bocche in più da sfamare, sia per il blocco dei rifornimenti deciso dalla Prefettura che temeva potessero finissero nelle mani dei ‘ribelli’.

Furono così fissati il prezzo del grano e dei principali generi di consumo e decisa la quantità di frumento da assegnare a ciascuna famiglia.

La giunta si occupò anche di combattere il ‘mercato nero’, di questioni fiscali mantenendo il pagamento delle tasse (ma abolendo quella imposta dai fascisti sul celibato) e di scuola, incaricando maestri sfollati di riaprire le aule nelle frazioni.

Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto altre giunte si insediarono a Farini d’Olmo e in molte località del versante ligure e il 5 agosto fu decisa l’istituzione dei tribunali partigiani. Sempre ad agosto la riorganizzazione della sesta Zona diede vita alla Terza Divisione Liguria (poi Divisione Cichero guidata dal comandante ‘Bisagno’) e fu costituito il comando unificato di Zona per coordinare le formazioni sulle montagne fra Genova, Alessandria, Pavia e Piacenza.

Dalla fine d’agosto i nazifascisti prepararono però il contrattacco per riconquistare questi territori strategici per i collegamenti fra la costa e la pianura padana, schierando oltre 30.000 uomini con truppe tedesche, due divisioni italiane (Littorio e Monterosa) e i gruppi fascisti della Liguria, del Piemonte e dell’alta Emilia.
Seguì una fase durissima di combattimenti e rastrellamenti contro i partigiani che sostenuti, a prezzo di sacrifici altissimi, da tutta la popolazione riuscirono a resistere sino a novembre (il 4, addirittura, a Rovegno riuscirono a far passare nelle fila della Resistenza un intero battaglione della divisione fascista Monterosa) però il 28 di quel mese i nazifascisti riconquistarono Bobbio, segnando poi la caduta della ‘Repubblica di Torriglia’ anche se tutta la Val Trebbia restò fino al 25 aprile 1945 uno dei fulcri più importanti e determinanti per la lotta di Liberazione.


Video documentario: https://www.youtube.com/watch?v=w_ir8So_TAw&feature=youtu.be

Altri Link di approfondimento: LA REPUBBLICA PARTIGIANA DI TORRIGLIA – QUANDO I PARTIGIANI CENSURAVANO LA POSTA https://storiapostalefilatelia.weebly.com/la-repubblica-partigiana-di-torriglia—quando-i-partigiani-censuravano-la-posta.html

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