Il manuale di sabotaggio della CIA per la Resistenza al nazifascismo oggi contro Trump?

Un vecchio manuale della CIA per sabotare i regimi fascisti, rimasto secretato fino al 2008, è ritornato virale nel 2025 entrando nella Top 5 della libreria gratuita Project Gutemberg.

Si chiama “Simple sabotage field manual” ed è stato scritto dall’Office of Strategic Services, antenato della CIA, nel 1944.

Il suo obbiettivo era quello di fornire a spie alleate ma anche ai cittadini comuni, oppositori, membri della resistenza al nazifascismo, tecniche di resistenza e boicotaggio ai regimi occupanti.

Dallo scorso 20 gennaio, data dell’insediamento del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, ci sono stati oltre 200 mila download e la cifra sembra destinata a lievitare.

Un fenomeno chiaramente connesso al ritorno del “tycoon” a Washington e alla profonda frustrazione di quella parte di America che lo teme e lo detesta. Quel che colpisce è che in mancanza di sponde e di un pensiero politico alternativo ci si affidi a metodi e concezioni marginali.

Siamo nella Seconda Guerra Mondiale questo manuale era destinato ad agenti segreti e ai civili delle Nazioni occupate per ostacolare l’asse tra il fascismo italiano e il nazismo tedesco senza usare le armi.

Sembra una storia da romanzo di spionaggio ma a guardare bene sembra anche una commedia, più ci addentriamo e più si capisce perché è tornato alla ribalta questo manuale del giovane sabotatore, un elenco di azioni per fiaccare il nemico.

Nessuno pensa che ci sia una nuova generazione di sabotatori ma che piuttosto questo manuale sembra il ritratto di diverse inefficienze burocratiche moderne, perché suggeriva l’autore di questo breviario, il generale dell’intelligence USA William Donovan, erano cose del tutto illegali tra le quali, ad esempio, agli operai delle fabbriche veniva suggerito di intasare i sistemi fognari facendo cadere interi rotoli di carta igienica nei gabinetti o di allagare i magazzini.

Agli impiegati delle ferrovie veniva chiesto di stampare biglietti in eccesso sui treni utilizzati dai soldati tedeschi per ritardare le partenze, ai custodi degli immobili e alle donne delle pulizie si domanda di appiccare incendi nei seminterrati tramite candele, sigarette e fogli di carta arrotolata imbevuti di alcol. Si raccomanda in tal senso di tenere le fabbriche sporche di rifiuti infiammabili come i cumuli di spazzatura.

A tal proposito viene in mente il film “Achtung! Banditi!” del 1951 girato a Genova, dove ha sede una fabbrica di armi che in quel momento scarseggiano e i partigiani pensano di prelevarle con un’azione. Quando però i tedeschi hanno deciso di smantellare i macchinari per requisirli e avviarli in Germania gli operai si oppongono e mettono in atto un serrato ostruzionismo mentre i partigiani trafugano ciò che serviva. Si arriva così allo scontro diretto con i soldati tedeschi, che hanno scoperto il furto. Operai e partigiani combattono fianco a fianco mentre l’ingegnere che dirige la fabbrica preferisce farsi impiccare piuttosto che collaborare con il nemico.

Tra le altre attività di sabotaggio suggerite nel manuale c’era il forare gli pneumatici di militari e collaborazionisti con gocce di soda caustica, ritardare la trasmissione delle telefonate nei centralini degli uffici e degli hotel, arrugginire gli strumenti di lavoro, spezzare le punte dei trapani, inserire limature di metallo, sabbia fine o polvere di vetro nei sistemi di lubrificazione dei motori per provocare grippaggi, introdurre riso o cereali duri nei dispositivi di raffreddamento, sporcare la benzina dei serbatoi con segatura, zucchero o briciole di gomma naturale come quella in cima alle matite.

Suggeriva la trascuratezza in tutta la manutenzione possibile, ma la cosa divertente di questo sabotaggio era quella che suggeriva di fingersi un po’ ottusi, un disturbo a bassa intensità che usava la stupidità come arma.

In generale «lavorare lentamente», aumentare il numero di movimenti necessari per svolgere un compito, utilizzare un martello leggero invece di uno pesante, far finta di non comprendere le istruzioni e farsele ripetere più volte, simulare malori, non trasmettere le proprie abilità a lavoratori più inesperti, scrivere moduli con calligrafia illeggibile. Viene inoltre suggerito di ostentare rispetto e compiacenza verso gli occupanti, riempire i commissariati della Gestapo con false segnalazioni di resistenti od oppositori politici.

Il manuale del sabotatore suggeriva di dare risposte lunghe e incomprensibili a qualsiasi domanda, oppure denunciare immaginari atti di spionaggio o allarmi ingiustificati alla polizia.

Il bravo sabotatore doveva essere in grado di diventare quanto più possibile pigro e negligente, trascurare le attività quotidiane commettere, errori a ripetizione, nel manuale si chiarisce che la strategia mira in sostanza a danneggiare il nemico facendo in modo che il comportamento non collaborativo passi per stupidità.

Ogni lavoratore, anche il più basso in grado, svolgeva un ruolo cruciale in questa guerra psicologica a bassa intensità: «Tutti sono utili e tutti devono sentirsi, utili, parte di una comunità invisibile».

L’obiettivo era chiaro: rallentare lo sviluppo economico nei territori occupati e creare un fastidio diffuso ma non direttamente percepibile «come una pulce sul naso di un cane».

Il gruppo diretto da Donovan era composto da elementi molto immaginativi e particolarmente attenti alle sfumature della vita quotidiana sotto l’occupazione tedesca, esperti di psicologia e operazioni non convenzionali come il travestimento e l’infiltrazione dietro le linee nemiche.

Robert Dover, specialista di intelligence all’Università britannica di Hull, associa chiaramente la rinnovata popolarità del Simple Sabotage Field Manual alla rielezione di “The Donald” e alla polarizzazione estrema dello scontro politico negli Stati Uniti, anche ad alti livelli: «Basta andare sul forum di alcuni funzionari sul portale Reddit per trovare migliaia di appelli alla resistenza e al sabotaggio contro Trump ed Elon Musk, questo non significa che ognuno di loro applicherà i suggerimenti di un manuale scritto oltre ottant’anni fa, ma il clima è quello».

Quindi può addirittura essere divertente pensare che i lettori di oggi, che lo stanno scaricando, traccino parallelismi con le cose che non vanno nelle ordinarie burocrazie, per esempio nel manuale si suggerisce ai centralinisti di uffici e hotel di ritardare le chiamate dei nemici e fornire numeri errati, interrompere accidentalmente le chiamate dimenticarsi di scollegarle impedendo l’utilizzo della linea agli impiegati postali.

Viene consigliato di ritardare le consegne della posta infilando le lettere nei sacchi sbagliati per i trasporti, si ricorda che i tassisti possono far perdere tempo al nemico e anche guadagnare anche qualcosa di più.

Insomma nelle riunioni aziendali può capitare di seguire rigorosamente le burocrazie del manuale, come fare dei gruppi e sottogruppi di lavoro per rendere le cose macchinose e lente, in modo ironico sembrano ancora applicabili alle cose che non vanno nella burocrazia di oggi.

Il manuale completo:

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Fonti:

https://www.cia.gov/

https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/pei/setteventi/Manuale-per-sabotare-i-regimi-fascisti–2600718.html

https://www.ildubbio.news/cronache/un-manuale-di-sabotaggio-degli-anni-40-per-resistere-a-trump-y92xw42g

Pubblicato da Matteo Brugnoli

Maritime Consultant

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