Vera Vassalle, le dichiarazioni inedite registrate al ISREC di Lucca

Fonte ISREC Lucca “Rapporto di Vera Vassalle del 14/09/1944” :


La Sig.ra VASSALLE VERA di Eugenio e di Benedetti Ester
(Rosa) nata a Viareggio il 01/01/1920 e domiciliata a Viareggio Via
Montello, 4. Aggregata all’OSS [servizio segreto americano], su
volontaria richiesta il 28/09/1943 ed assunta dal Cap. Bourgoin il
02/11/1943.

Subito dopo l’armistizio ero a Viareggio, impiegata. Il 14 settembre
1943, partita da Viareggio per richiedere aiuti agli alleati in favore dei patrioti delle Apuane, riuscii a passare le linee presso Montella [Avellino] il 27 settembre. Presentatami al Col. Huntington e fattagli la mia richiesta, seguii il medesimo fino a Napoli.
Di qui fui inviata a Capri, in attesa dell’imbarco, ed ivi restai fino al 2/11/1943, giorno in cui il Cap. Bourgoin venne a rilevarmi.
Dopo un periodo d’istruzioni, presso quest’ultimo ed a Taranto, in data 17 gennaio 1944 partii per la mia missione da Bastia [Corsica], su motosilurante.
Ero incaricata di fornire informazioni militari agli alleati e di preparare campi di lancio per materiali ed uomini, nella zona compresa fra Livorno e Genova.

Mi venne, a tal uopo, affidata una radio (radio Livorno), che io avrei dovuto consegnare a Berta, al quale avrei dovuto fornire le informazioni.
Sbarcai a Pescia Romana (tra Orbetello e Civitavecchia) [VT] senza alcun incidente degno di rilievo.
Dopo aver pernottato nella tenuta del P. Buoncompagni il mattino successivo partii per Grosseto, via Orbetello. Dopo aver evitato una perquisizione ai bagagli, in Cecina [LI], nella notte, raggiunsi Viareggio [LU] la mattinata del 20.
Dopo qualche giorno potetti entrare in contatto con Berta, cui consegnai la radio affidatami (che, però, per mancanza di una chiusura di sicurezza, mi si aprì per istrada).”
Questo documento è conservato nell’Archivio dell’istituto Storico della Resistenza e
dell’Età Contemporanea in Provincia di Lucca. Si è trascritto, poiché l’originale di
Vera Vassalle (“Medaglia d’Oro al Valore Militare”) risulta poco leggibile in alcune
parti. Per approfondire l’argomento si può consultare Liborio Guccione. Missioni
“Rosa” –
“Balilla”. Resistenza e alleati. Vangelista ed.. Milano 1987.
N. B.: Le aggiunte tra parentesi quadra sono della Redazione.

“Assunte immediatamente le prime informazioni, recatami da Berta per farle trasmettere alla base ed appreso da questi che radio Livorno non funzionava (a causa della perdita del piano di trasmissione da pane del R.T. Renatino, in dipendenza dell’arresto del medesimo per mancanza di documenti di riconoscimento), mi recai personalmente a Milano, presso Como, per far trasmettere le mie informazioni e per spiegare l’inattività di radio Livorno, chiedendo, perciò, l’invio di altro piano, di altre frequenze e, possibilmente di altro R.T. essendosi Renatino rivelatosi incompetente. Dalla base ci fu assicurato che,
entro qualche tempo, nei pressi di Genova ci sarebbe stato sbarcato quanto richiesto, ma tale sbarco non è più avvenuto, pare, per ragioni tecniche.
Ritornata a Viareggio, appresi che in mia assenza Radio Nada aveva potuto prendere contatto con la base, ma solo per tre trasmissioni.
Continuai il mio servizio di informazioni, trasmettendo questo a Berta. Ignoro se esse, però, siano state regolarmente trasmesse alla base.
Per la sollecitazione di Renato ho insistito moltissimo per l’invio del nuovo piano e delle frequenze per radio Livorno che, solo per questa mancanza, era inattiva. Di fatto, poi, ai primi di aprile fui avvisata che dalla base avrebbe lanciato quanto si richiedeva e dopo la quindicina di aprile, infatti, ci fu paracadutata (in zona di Tre
Potenze) l’R.T. Santa. Ma purtroppo, a costui non era stata consegnato né il piano ripetutamente richiesto, né le frequenze, né altro che giovasse ad attivare radio Livorno.

Dopo l’arrivo del Santa finalmente mi fu possibile prender contatto con la base ed inviare tutte le informazioni che mi si erano venute accumulando per lo spazio di un mese e mezzo circa.
Naturalmente trasmisi solo le notizie che avevano ancora qualche valore militare, essendo quelle immediate ed urgenti rimaste paralizzate dalla mancanza di comunicazioni.
In queste trasmissioni, operate da Santa, io mi valsi del nostro apparecchio e delle frequenze e del piano di Fabbri (il quale, frattanto, per l’estrema sua leggerezza e facilità nel parlare, aveva costretto Berta a privarlo di questi ultimi ed ad inviarlo presso un gruppo di patrioti, per la comune sicurezza e il buon andamento del servizio).

Iniziate le trasmissioni a fine aprile ed intensificando il lavoro riuscimmo ad aggiornarci con le informazioni alla base, nonché a trasmetterle, oltre le nostre, anche quelle che, di man in mano, ci venivano affidate da Renato.
Da Berta e da Pino per precisare, di quest’ultimo, abbiamo trasmesso il messaggio con cui egli chiedeva alla base di assumere la direzione del servizio nella zona toscana e altro con cui riferiva (poco esattamente) sull’operato di Riccardo e di Renato.

Intanto veniva organizzato a Viareggio un vero e proprio centro di raccolta delle
informazioni, che mi venivano trasmesse da vari agenti che era riuscito di trovare sul posto. Mi valsi anche dell’opera di tecnici e di ufficiali per ottenere grafici relativi ad opere di fortificazione, depositi e concentramenti di truppe.
Tali documenti affidai al corriere Maber, che avrebbe dovuto portarli alla base.
Tali grafici riguardavano la zona di Viareggio, Marina di Carrara, l’intera costa fra quest’ultima località e Spezia compresa, nonché la zona dell’Appennino toscano e della zona Firenze – Pistoia.
Questi ultimi (molto precisi) mi erano stati fomiti dal Centro Regionale di Firenze del Partito di Azione, insieme a dettagliate relazioni sulla situazione politica e militare.
Sfortunatamente tali documenti andranno distrutti in seguito all’arresto (per il servizio obbligatorio del lavoro), del corriere, che avrebbe dovuto (come poi ha fatto) riferire anche verbalmente sull’attività partigiana.
Provvidi ad avere copie dei detti documenti e, di fatti, avutole le consegnai all’R.T. “Aurelio”, perché, nel frattempo la nostra radio era caduta.


Il 2 luglio, intanto, nella zona di Camaiore [LU] (ove io avevo fatto trasportare la radio da circa otto giorni) tre donne, amiche di ufficiali tedeschi, denunziarono il mio R.T. Santa come prigioniero evaso e il comando Camaiore concentrò sulla zona tutti i radio-goniometri, riuscendo ad individuare l’apparecchio nella stessa casa in cui era il Santa ed a conoscere le ore di trasmissione.
In quella stessa mattina, alle ore 11 circa, mentre Santa era intento alla trasmissione, due vetture della S. S. tedesca, da diverse direzioni, si avvicinarono alla casa e ne scesero una decina di S. S. comandate da un maggiore, che circondarono la casa.

Santa ebbe subito la percezione del pericolo e, dopo aver lanciato 5 bombe a
mano (con le quali riuscì a colpire il maggiore ed altri quattro agenti tedeschi) si lanciò, armato di mitra, per le scale, riuscendo ad uscire incolume dal portone ed a raggiungere i campi.
Di tale scena io sono stata testimone oculare, trovandomi alla finestra di una vicina. I tedeschi, credendo che un capo stazione pensionato, che per caso si trovava nei pressi del portone, fosse un altro agente, lo uccisero con una raffica di mitra.

Operarono pure numerosi arresti, fra i quali quello di una mia cugina (che ospitava Santa con la radio) a nome di Emilia Bonuccelli, che fu sottoposta ad un lungo interrogatorio e poi, con gli altri condotta a Bologna ed, in un secondo tempo, rilasciata.
Io, intanto ero riuscita a fuggire, portando con me tutta la documentazione inerente al servizio. Riparai a Monsagrati [Pescaglia,LU], ove il giorno successivo ebbi notizia della salvezza di Santa. Ma, ricercata dalla S. S., dovetti ancora una volta fuggire e trovar ricovero altrove: precisamente presso la formazione di patrioti, ora intitolata a Marcello Garosi, di stanza presso il monte Pania.
Qui fui raggiunta da Santa.
Il 10 corrente, dopo aver attraversato le linee, insieme a Santa ed a mio fratello, mi presentai al C. I. C. di Lucca, il quale si fece accompagnare al comando tattico locale, cui fornii tutte le più recenti informazioni e consegnai i documenti che avevo meco.
Sono poi rientrata alla base il giorno successivo.”


OSSERVAZIONI
“COLLABORATORI che, nei limiti consentiti, ma con volontà
e diligenza, hanno contribuito allo svolgimento del mio lavoro, sono
“:
1. Manfredi Berlino (Maber)
2. Renato Parenti (Renato)
3. On. Benedetti [Tullio] (Berta)
4. Dott. Beltramini Alessandro (Como) e signora.
5. Bianca Dini (Via Marco Polo – Viareggio)
6. Palmerini Stella (Cateratte – Viareggio)
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7. Vassalle Antonio ( Villa Ghiaglia, presso Monsagrati)
8. Vassalle Carlo (Via Montello 4 – Viareggio)
9. Gualtiero Bolgioni (gruppo patrioti “ ”)
10. Taccola Aldo (gruppo patrioti “Garosi”)
11. Guardia Marina Papi Ario (id. id.)
12. “Aldo” (esponente del partito comunista di Firenze)
13. Malfatti Francesco (presso sez. partito comunista di
Viareggio)


“Superiore ad ogni elogio, sotto ogni rapporto, ritengo il comportamento
R.T. Santa.
Mi sono anche appoggiata ai comitati di Liberazione di Apuania, nonché al centro regionale di Firenze, che mi ha fornito preziose informazioni e documentazione.”


MOVIMENTO PARTIGIANO:
“Non appena iniziate la trasmissione con la base, con Manfredi mi sono preoccupata di prendere contatto con le locali formazioni di patrioti, allo scopo di organizzare zone di ricezione sicure.
Tali zone, preventivamente esplorate da nostre persone fidate e tenute sotto controllo dalle formazioni stesse, in numero di circa quattordici, han tutte funzionato regolarmente, con risultato soddisfacentissimo senza alcun incidente, né relative alla ricezione dei paracadutaggi, né a molestie da parte dei nazi-fascisti, né ad eventuali mancanze di materiali o di denaro, che sono sempre stati recuperati e regolarmente consegnati.
A suo tempo, per via radio, ho dato sufficiente informazioni sull’attività dei patrioti, non privi di organizzazione seria, di spirito patriottico e di sacrificio e dotate di gran buona volontà e decisione, cui, purtroppo non fa riscontro un adeguato armamento e munizionamento.
Mancanza questa, gravissima, che incide sulla loro attività e sulle ampie possibilità di collaborazione efficacissima con le armate alleate.
Gli alloggiamenti e il vettovagliamento sono discreti (specialmente in questi ultimi tempi), così pure può dirsi per i collegamenti ed i mezzi di trasporto, per cui si ricorre a muli (nei limiti consentiti dalle requisizioni tedesche).
Si lamenta soprattutto la mancanza di armi semi-pesanti, pesanti, relativo munizionamento e dotazione sanitaria.”
Siena, 14 settembre 1944
Vassalle Vera

Leggi l’articolo dedicato alla storia di Vera Vassalle (del 27 gennaio 2021)

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Pubblicato da Matteo Brugnoli

Maritime Consultant

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